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Boccia (Pd): "Il governo è debole". Lo stop alla nuova legge elettorale
L'aria di campagna elettorale la descrive il capogruppo dei senatori del Pd in trasferta alla Camera. «Non so come la Meloni ne uscirà - spiega Francesco Boccia - sul decreto sicurezza è la prima volta che in questa legislatura Mattarella interviene così platealmente. Sulla legge elettorale noi neppure ci sediamo al tavolo e i leghisti ci hanno detto che non la faranno neppure partire. In più metti tutto quello che sta avvenendo - il nuovo scandalo nei servizi - tutti i giorni ci sarà un regolamento di conti. La verità è che quando sei debole gli altri alzano la cresta. Se la Meloni fosse ancora underdog ci sfiderebbe andando al voto, ma la underdog se l'è mangiata il Palazzo».
Se questa è l'aria, se l'opposizione già pensa alle urne, è evidente che non è possibile nessun dialogo neppure su un tema sentito come la sicurezza, neppure sulla possibilità di trovare un'intesa sui tempi per modificare gli errori sul decreto senza ricorrere all'espediente di un altro decreto. La lunga campagna elettorale fa venir meno ogni entente cordiale, ogni occasione è sfruttata per mettere alla berlina gli errori dell'avversario. Basta sentire i leader del «campo largo». «La Meloni - stigmatizza Conte - ha messo in imbarazzo Mattarella perché dovrà emanare un decreto che ha già giudicato incostituzionale». La Schlein è ancor più lapidaria: «Giorgia - è il pronostico regalato al verde Bonelli - non si riprende più». La premier, però, tiene il punto: «Nessun pasticcio, la norma sui rimpatri resta. Faremo un altro decreto per accogliere i rilievi del Quirinale».






