La tragica vicenda della morte, a soli due anni, della piccola Beatrice, si arricchisce di un nuovo capitolo, sintomatico del clima di grande dolore e profonda tensione che circonda i familiari della vittima, scomparsa in circostanze ancora da chiarire e oggetto di un’indagine della magistratura che vede indagati la madre, Manuela Aiello, in carcere, e il compagno, Manuel Iannuzzi, con l’accusa di omicidio preterintenzionale.
Si è finto corriere e ha suonato il citofono
Lunedì, nel tardo pomeriggio, Antonino Aiello, papà di Manuela, si è presentato sotto casa dei genitori di Iannuzzi, a Vallecrosia, dove Manuel vive da alcune settimane dopo il sequestro della propria abitazione, a Perinaldo. Dopo aver citofonato, Antonino Aiello si è finto un corriere e ha annunciato l’arrivo di un pacco da ritirare. In strada, per il ritiro, è sceso il padre di Manuel, Franco. Alla vista dell’uomo, il padre della Aiello si sarebbe mostrato subito aggressivo.
Dov’è tuo figlio? Ha ammazzato mia nipote, gli faccio vedere io.
Parole dal tenore minatorio, cui avrebbe fatto seguito un movimento repentino della mano verso un rigonfiamento sul fianco della giacca. Un gesto che avrebbe provocato la reazione spaventata di Franco Iannuzzi, preoccupato per la possibile presenza di un’arma da fuoco nascosta. Il padre di Manuel avrebbe repentinamente chiuso il portone, facendo rientro a casa per poi chiamare i carabinieri che però al loro arrivo non avrebbero trovato traccia di Antonino Aiello, già allontanatosi (sembra in auto, con un’altra persona).







