Più di mezz’ora di viaggio, circa venti chilometri, «in auto, con il cadavere della figlia». Lo avrebbe fatto Manuela Aiello, la donna di 43 anni in carcere per l'omicidio preterintenzionale della sua bimba di 2 anni: dalla casa di Perinaldo dove abita il compagno, anche lui indagato a piede libero per lo stesso reato, fino a Bordighera.
Ne è convinto il gip del Tribunale di Imperia, che lo scrive nell'ordinanza con la quale ha disposto la custodia cautelare della donna. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la bimba sarebbe infatti morta nella notte tra l'8 e il 9 febbraio, tra mezzanotte e le 2. A spiegarlo è la relazione del medico legale, Andrea Leoncini, che ha riscontrato molteplici lesioni sul corpo ed in testa. Si tratterebbero di “traumi volontari”, “alcuni fatti con oggetti contundenti”.
Quando la donna, alle 8.21 del mattino, ha chiesto l'intervento del 118 nella sua casa a Bordighera, in strade delle Morghe, per il giudice la piccola era già morta da diverse ore. La ricostruzione della Procura confligge con le dichiarazioni della madre: per lei Beatrice è morta in strada delle Morghe, intorno alle 8 di mattina.
Ma gli inquirenti sono invece convinti che la morta della bimba si avvenuta in una finestra di tempo di dure ore, dopo mezzanotte: orario in cui, secondo la dichiarazioni della madre, Beatrice si trovava nell’abitazione di Perinaldo dove vive il compagno.











