Gli smart glasses sono il candidato ideale a sostituire lo smartphone? Federico Buffa è sicuramente una delle persone più titolate a rispondere. Buffa è una delle figure chiave nella trasformazione di EssilorLuxottica da gruppo dell’eyewear a piattaforma sempre più ibrida tra prodotto, tecnologia e servizi. Dopo nove anni in diverse aziende del settore automotive, è entrato nel gruppo nel 2007 come Global Engineering Director; nel tempo ha assunto la responsabilità di ricerca e sviluppo, product development, licensing e, dal 2024, anche del marketing dell’intero portafoglio marchi. In altre parole, è uno di quelli che stanno provando a rispondere a una domanda che fino a pochi anni fa sembrava quasi fantascienza: perché mai il futuro della tecnologia personale dovrebbe passare proprio da un paio di occhiali?Laurine PaumardAll’evento Switch di Montecarlo, nei giorni scorsi, il gruppo ha provato a dare una prima risposta. Non tanto con la classica narrazione da lancio prodotto, quanto con un messaggio più ampio: gli smart glasses, nella visione di EssilorLuxottica, non sono semplicemente un nuovo schermo da indossare, ma un’interfaccia capace di mettere in relazione il corpo, l’ambiente e l’intelligenza artificiale. E la parola scelta per l’evento, appunto “Switch”, non è casuale: per Buffa significa cambio di mentalità, cambio di passo, di partner e mercato.L'evento Switch è il modo con cui EssilorLuxottica sta raccontando al mercato la sua nuova visione tecnologica?Più che raccontarla, è una chiamata all’ingaggio. Noi ci sentiamo leader di un’industria e quindi responsabili di indicare una direzione e invitare altri a percorrerla insieme a noi. “Switch” vuol dire proprio questo: accensione, cambio di paradigma, cambio di mentalità.Senza però snaturare identità e stile dei marchi.Esatto. Il punto non è imporre la tecnologia ai brand, ma usarla per parlare meglio alle community. Ogni marchio deve capire quali utilizzi sente più vicini e costruirci attorno prodotti, software ed esperienza.In questo quadro, quanto pesa la partnership con Meta?Moltissimo, ma va letta per quello che è: una partnership vera, non una semplice collaborazione. Noi rappresentiamo il mondo dell’hardware, della manifattura, dei brand e della relazione con il consumatore; Meta porta piattaforma e competenze diverse. La stella polare è la stessa, e non è un caso che sia stato proprio Meta il partner più naturale: tra i big tech era quello meno legato alla telefonia e quindi più libero di immaginare una connettività diversa.Federico Buffa, Chief R&D, Product and Marketing Officer di EssilorLuxottica
Gli smart glasses possono sostituire lo smartphone?
Il capo della ricerca e sviluppo di EssilorLuxottica spiega perché gli occhiali intelligenti non sono un semplice gadget, ma la vera possibile alternativa allo smartphone







