ROMA – Ora i viaggiatori europei rischiano, con il danno, la beffa. Supponiamo che, nel pieno della guerra del Golfo Persico, il nostro volo non parta perché l’aeroporto manca del cherosene per il velivolo.
La compagnia deve “riproteggerci”, certo: dovrà trovarci un posto su un volo successivo. E se non c’è un decollo utile dovrà restituirci il denaro del biglietto. Ma non sarà tenuta a risarcirci per il danno che subiamo a causa della mancata partenza sotto forma di “compensazione monetaria”.
A Bruxelles, Apostolos Tzitzikostas - commissario Ue al Trasporto sostenibile - spiega le ragioni di questo assist ai vettori aerei. In sostanza, la carenza di cherosene nello scalo è considerata una circostanza eccezionale, indipendente dalla volontà della compagnia. Come un uragano o un terremoto. Di qui l’orientamento della Commissione Ue, che esclude la compensazione in favore del viaggiatore quando il serbatoio è in rosso.
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di Aldo Fontanarosa













