Roma, 21 apr. (askanews) – Alta tensione alla Camera sul dl sicurezza, su cui domani ci sarà il voto di fiducia e venerdì il voto finale. Di prima mattina, le opposizioni sono andate allo scontro dopo che il governo ha deciso di non cambiare la norma sui rimpatri volontari che aveva fatto saltare sulla sedia gli avvocati ‘ridotti’ a “soggetti attuatori dei governi di turno”. Le indiscrezioni circolate da ieri sera raccontavano della decisione di approvare senza modifiche il decreto per evitare un terzo passaggio al Senato e correggere solo in seguito (con un provvedimento ad hoc da varare immediatamente dopo il via libera al decreto) la norma su cui è nato un braccio di ferro con il Colle.
Strada confermata dalla premier Giorgia Meloni che, verso le 13 tra gli stand del Salone del Mobile di Milano, ha ufficializzato la scelta rivendicando il “buon senso” della misura e annunciando che “i rilievi tecnici” arrivati da Quirinale e avvocati, sarebbero stati risolti con un altro provvedimento. Altro – dunque – che cancellarla. Pochi minuti prima il ministro Matteo Piantedosi interveniva in aula per dire che i rimpatri non li ha inventati il centrodestra e che il governo “andrà avanti con determinazione”.











