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21 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 19:17
Dalle offese a Mattarella fino a quelle indirizzate dalla tv russa alla presidente del Consiglio. Le volgarità del giornalista russo Vladimir Solovyov nei confronti di Giorgia Meloni sono l’ultimo episodio di una lunga scia di attacchi di Mosca a Roma che a partire dal 2022 – quando iniziò l’invasione dell’Ucraina e l’Italia si schierò con Kiev – hanno colpito le più alte cariche dello Stato, fino al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Finora, a condurli era stata in particolare Maria Zakharova, la potente portavoce del ministero degli Esteri russo. Ora si è aggiunto anche il notissimo conduttore tv, considerato il ‘megafono’ dello zar Vladimir Putin. Lo stesso zar che Silvio Berlusconi – non troppi anni fa – considerava un amico e un alleato. Un’altra era.
Ora l’Italia sodale con Zelensky è diventata una traditrice, agli occhi di Mosca, e un facile obiettivo. L’ultimo attacco in ordine di tempo è stato lo scorso febbraio contro il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ‘colpevole’, per l’alta funzionaria del Cremlino, di aver denunciato una serie di cyberattacchi di matrice filorussa alle ambasciate italiane e a siti e alberghi legati alle Olimpiadi di Cortina. “Calunnie”, aveva replicato Zakharova. E l’ambasciata russa aveva rincarato la dose: “Qualcuno dubita che la Russia sia colpevole anche dello scioglimento dei ghiacciai sulle Alpi italiane, del maltempo in Sicilia, delle malattie dei pini romani?”. Sempre a febbraio fu il diretto superiore di Zakharova, il ministro Serghei Lavrov, ad attaccare il Corriere della Sera perché a suo dire si sarebbe rifiutato di pubblicare una sua intervista. Zakharova allora parlò di “giornale pusillanime”.













