Le volgarità del giornalista russo Vladimir Solovyov nei confronti di Giorgia Meloni sono l'ultimo episodio di una lunga scia di attacchi di Mosca a Roma che a partire dal 2022 - quando iniziò l'invasione dell'Ucraina e l'Italia si schierò con Kiev - hanno colpito le più alte cariche dello Stato, fino al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Finora, a condurli era stata in particolare Maria Zakharova, la potente portavoce del ministero degli Esteri russo. Ora si è aggiunto anche il notissimo conduttore tv, considerato il 'megafono' dello zar Vladimir Putin. Lo stesso zar che Silvio Berlusconi - non troppi anni fa - considerava un amico e un alleato. Un'altra era.
Ora l'Italia sodale con Zelensky è diventata una traditrice, agli occhi di Mosca, e un facile obiettivo. L'ultimo attacco in ordine di tempo è stato lo scorso febbraio contro il ministro degli Esteri Antonio Tajani, 'colpevole', per l'alta funzionaria del Cremlino, di aver denunciato una serie di cyberattacchi di matrice filorussa alle ambasciate italiane e a siti e alberghi legati alle Olimpiadi di Cortina. "Calunnie", aveva replicato Zakharova. E l'ambasciata russa aveva rincarato la dose: "Qualcuno dubita che la Russia sia colpevole anche dello scioglimento dei ghiacciai sulle Alpi italiane, del maltempo in Sicilia, delle malattie dei pini romani?". Sempre a febbraio fu il diretto superiore di Zakharova, il ministro Serghei Lavrov, ad attaccare il Corriere della Sera perché a suo dire si sarebbe rifiutato di pubblicare una sua intervista. Zakharova allora parlò di "giornale pusillanime".













