Sarebbe stato ripetutamente umiliato da una docente che da mesi si rifiuta di riconoscerne l'identità di genere, continuando a chiamarlo con un nome e pronomi non corrispondenti alla sua richiesta.

Vittima è uno studente transgender del liceo Aristofane, nel quartiere Val Melaina, a Roma, in realtà conosciuto nella zona per essere un istituto moderno e attento alle diversità. Ma la mamma del ragazzo, intervistata da Fanpage, racconta che da ottobre scorso, quando il giovane ha fatto coming out e ha chiesto di essere chiamato con un nome maschile, a scuola vive di soprusi e umiliazioni.

"Sarai sempre una ragazza: lo dice il tuo nome sul registro elettronico", gli avrebbe più volte ripetuto una docente, fino a quando, nel mese di febbraio, non è arrivata la sospensione. "È successo dopo l'ennesima discussione con la stessa professoressa. È stato sospeso per cinque giorni. Dopo essere stato zittito con una raffica di 'stai zitta', si è alzato ed è uscito dalla classe, gridando una parolaccia. Mio figlio è passato come un maleducato che si è permesso di trattare male una povera insegnante. Ma nessuno ha pensato a come si è sentito per mesi e a come si sente ancora oggi", continua la donna, che descrive il giovane come un ragazzo fragile, che sta affrontando un percorso psicologico ed è in cura con dei farmaci. La preside, Raffaella Giustizieri, dal canto suo, parlando con l'ANSA esprime tutta la propria amarezza e rivela che all'interno del Consiglio d'Istituto del liceo, su proposta della componente studentesca, una commissione ha lavorato per redigere il regolamento della 'carriera alias' la cui delibera, prevista per il 17 aprile, è slittata al 24 aprile per indisponibilità a partecipare della componente studentesca. L'approvazione, insomma, è vicinissima.