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Ultimo aggiornamento: 16:52
di Rocco Tralli
Negli ultimi anni si è diffuso, in alcuni ambienti politici e culturali, il termine remigrazione. Una parola costruita per suggerire che ridurre o invertire la presenza degli immigrati possa rappresentare una soluzione ai problemi dei cittadini. In realtà, questo tipo di narrazione finisce spesso per spostare l’attenzione da questioni come salari bassi, prezzi delle case sempre meno accessibili, sanità in affanno, servizi pubblici più deboli.
Eppure, basterebbe guardare la realtà. In Italia, nel 2024, quasi sette lavoratori domestici su dieci erano stranieri, secondo l’Inps. E il loro ruolo è importante anche nel turismo e nella ristorazione: il Ministero del Lavoro indica che gli stranieri rappresentano il 18,5% degli occupati in alberghi e ristoranti. Altro che presenza marginale: parliamo di persone che assistono anziani, lavorano negli hotel, servono nei locali e rendono possibile una parte concreta della vita quotidiana del Paese.









