Quando si parla di sostenibilità alimentare, il pensiero corre quasi sempre alle scelte degli esseri umani: carne o vegetali, allevamento intensivo o agricoltura biologica, filiere locali o globali. Molto più raramente si prende in considerazione un’altra componente della nostra dieta indiretta: l’alimentazione degli animali domestici.
Eppure cani e gatti rappresentano una popolazione enorme. Secondo diverse stime internazionali, nel mondo vivono centinaia di milioni di animali da compagnia, e il loro fabbisogno alimentare si traduce in una domanda globale di ingredienti agricoli e zootecnici sempre più rilevante.
Negli ultimi anni alcuni ricercatori hanno iniziato a misurare proprio questo fenomeno: l’impronta ecologica del pet food.
Quanto pesa il pet food sull’ambiente
Uno degli studi più citati è quello del geografo Gregory Okin dell’Università della California, pubblicato sulla rivista scientifica Plos One nel 2017. L’analisi ha stimato che negli Stati Uniti l’alimentazione di cani e gatti genera circa 64 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente all’anno, un impatto paragonabile alle emissioni annuali di oltre 13 milioni di automobili.






