Se da una parte proteggono i nostri cani e gatti, dall'altra alcuni trattamenti contro pulci e zecche potrebbero rappresentare una grave minaccia per altri animali. A evidenziare l'effetto nocivo di questi farmaci veterinari è stato un nuovo studio pubblicato di recente su Environmental Toxicology and Chemistry da un team di ricerca francese, che ha mostrato appunto come alcuni principi attivi possano persistere negli escrementi di cani e gatti e potenzialmente entrare in contatto con gli insetti coprofagi, cruciali per il ciclo dei nutrienti e la salute del suolo. Risultati, quindi, che confermano ulteriormente la precedente allerta lanciata dagli esperti dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema), secondo cui queste sostanze tossiche possono contaminare l'ambiente, provocando potenzialmente danni a interi ecosistemi.

I trattamenti contro pulci e zecche

Gli antiparassitari isoxazolinici sono una nuova generazione di farmaci ampiamente usati per proteggere gli animali domestici e progettati per uccidere pulci e zecche tramite 4 principi attivi diversi (fluralaner, (es)afoxolaner, lotilaner e sarolaner). La loro popolarità, infatti, si deve al fatto che sono stati i primi trattamenti orali ad ampio spettro, in grado di controllare entrambi i parassiti, ossia pulci e zecche, per un mese e più. Tuttavia, dopo l'assunzione di questi farmaci, i principi attivi attraversano l'organismo di cani e gatti e vengono escreti tramite le feci.