Ipnotici drappi danzanti, veli inconsistenti, carta, piume ed altri elementi eterei che prendono vita grazie all'aria, come guidati da una forza invisibile. Difficile immaginare un’opera dell’artista statunitense Daniel Wurtzel senza vederla in movimento. Così com’è difficile immaginare la vita di chi ha la miastenia gravis, che proprio il movimento colpisce. Forse è per questo parallelismo che Wurtzel è stato scelto per trascendere in arte il desiderio di chi convive con questa rara malattia autoimmune. E poiché parliamo di pazienti spesso “invisibili” per la società, si è scelto di presentare l’opera - intitolata “A.I.R. – Redesign the experience of Myasthenia” - nella manifestazione italiana che più di ogni altra richiama sguardi da tutto il mondo: il Salone del Mobile di Milano.

Miastenia, in Sardegna colpisce almeno tre volte più che altrove

L’importanza della sensibilizzazione

Succede oggi, in apertura della Design Week, al Fuorisalone presso l’Atelier 10 di Via Tortona. “Nonostante gli strumenti efficaci che oggi abbiamo a disposizione, la sensibilizzazione pubblica resta una delle risorse più importanti per aiutare i pazienti a non sentirsi soli e per favorire una diagnosi tempestiva: per questa ragione iniziative come questa, in contesti molto visitati come il Fuorisalone, possono rivelarsi determinanti", spiega Stefano Previtali, Neurologo Capo dell’Unità di Ricerca di Rigenerazione Neuromuscolare e del Centro Clinico per le Malattie Neuromuscolari dell’Ospedale San Raffaele di Milano.