Un attacco che ricorda le dissonanze della seconda scuola di Vienna, accompagnate da effetti visivi dai ritmi veloci e dai colori che mutano rapidamente. Poi la musica cambia e diventa melodica, seppure interrotta da bruschi cambi di tono e di intensità, con uno scambio incalzante tra coro e sax. E’ il paradigma del respiro che può essere un gesto involontario che dà la vita oppure, in alcuni pazienti, diventa sofferenza estrema, dolore: sono i pazienti malati di ipertensione arteriosa polmonare, malattia rara, progressiva e invalidante che costringe a respiri difficili, fame d’aria e a un conseguente danno al cuore. Pazienti che sono soprattutto donne giovani, ma anche bambini, circa 3500 in Italia, che arrivano a una diagnosi dopo un periodo medio di 2 anni.

La campagna attraverso le note

Ma che c’entra la musica con una malattia rara? C’entra perché il cuore del progetto “Aria di vita - ed è musica per le persone con ipertensione arteriosa polmonare” è un’opera inedita del maestro Enrico Melozzi, violoncellista, compositore e direttore d'orchestra, che ha preso il testimone dal suo maestro e mentore Peppe Vessicchio, recentemente scomparso e al quale era stato inizialmente affidato il progetto, per portarlo a compimento, lavorando con i pazienti e i caregive di Amip (Associazione malati di ipertensione polmonare) e Aipi (Associazione ipertensione polmonare italiana). Si potrà ascoltare la musica di Melozzi, che ha anche diretto i Maneskin a Sanremo, sui canali social di MSD Italia, che ha promosso la campagna, e sulla pagina dedicata del sito informatiperlavita.msdsalute.it. Inoltre un enorme sassofono stampato in 3D sarà piazzato a Roma, Bologna e Milano e in ogni tappa il pubblico potrà ascoltare il brano e approfondire la conoscenza della patologia: si parte da Roma (dal 27 al 29 marzo alla stazione Termini), poi Bologna (dal 3 al 5 aprile piazza Galvani) e infine Milano (dal 10 al 12 aprile, piazza Elsa Morante).