"Respirate profondamente, rilassatevi, poi ad occhi chiusi venite su in piedi e seguite il ritmo, fate qualunque gesto o passo senza badare agli altri, liberatevi, non pensate al giudizio di chi vi guarda e così sarete pronti ad abitare una altra persona".
Voce suadente, serio ma non troppo, è un inedito Riccardo Scamarcio quello che si prende la scena nella due giorni di masterclass dedicata agli attori, organizzata dal Centro sperimentale di cinematografia, nell'ambito di Cortinametraggio, la cui 21/a edizione è in corso fino al 29 marzo.
Per ascoltare il professor Scamarcio sono arrivati giovani da tutta Italia e lui, 46 anni, un bel po' di film alle spalle a cominciare dal successo adolescenziale di Tre metri sopra il cielo che avrebbe potuto tenerlo inchiodato al ruolo di bello per sempre fino all'ultimo Alla festa della rivoluzione di Arnaldo Catinari in sala dal 16 aprile con 01.
"Ho cominciato a fare l'attore - ha detto alla trentina di giovani che aveva davanti - ed è stata la mia salvezza, ero il classico ragazzo perso, inquieto, volevo crescere in fretta, la scuola mi sembrava una perdita di tempo, e io stesso bighellonavo, anzi ero in una costante ricerca del pericolo. Per caso sono entrato in una piccola compagnia teatrale che faceva lavori sul dialetto ed è stata una folgorazione, ho capito quello che potevo fare con l'energia che mi tirava fuori quella cosa. Questo per dire che non è mai tardi per cominciare, per trovare una strada".






