Nel 2025 Sotheby’s è tornata in utile dopo diversi anni in perdita, ma restano i nodi strutturali legati alla sua situazione finanziaria, in particolare l’elevato indebitamento. I risultati — resi noti dal Financial Times — indicano un utile ante imposte di 53 milioni di dollari, in netto miglioramento rispetto alla perdita di 190 milioni dell’anno precedente, quando le modifiche alla struttura delle commissioni (poi revocate) avevano reso la casa d’aste meno attraente per i venditori.

A fine 2025 il volume d’affari è cresciuto di circa il 20%, raggiungendo i 7,1 miliardi di dollari. Il core business delle aste ha registrato un aumento dei ricavi del 26%, sfiorando 1 miliardo, mentre i ricavi complessivi si sono attestati a 1,4 miliardi (+21% su base annua).

Il rimbalzo riflette una moderata ripresa del mercato dell’arte, cresciuto del 4% dopo due anni di contrazione, secondo l’Art Basel & UBS Global Art Market Report. A trainare sono state, soprattutto, le vendite all’asta (+9%), con una domanda concentrata nella fascia alta, sopra i 10 milioni di dollari. Emblematico il risultato ottenuto da Sotheby’s con «Portrait of Elisabeth Lederer» di Gustav Klimt, aggiudicato a New York per 236 milioni di dollari: il secondo prezzo più alto mai raggiunto in asta.