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21 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 13:18
C’è anche un figlio illegittimo di un noto calciatore di Serie A nella storia tutta milanese del giro di escort e di clienti facoltosi, perlopiù campioni di fama internazionale. A raccontarlo una delle ragazze che si faceva pagare per prestazioni sessuali: “Volevo chiederti una cosa, quando è che era venuto omissis a far serata. Ma poi l’ho scoperto. Ho appena fatto il test e sono incinta da più di tre settimane. Quindi è di omissis”. L’ordinanza di 16 pagine eseguita dalla Procura di Milano a carico di sei persone accusate di aver gestito negli anni un giro di prostituzione parte dalle dichiarazioni di una ragazza che ha lavorato per Deborah Ronchi ed Emanuele Buttini, considerati “i promotori e i dominus del sodalizio”, con la Ronchi titolare della società Ma.De. a Cinisello Balsamo.
La ragazza spiegherà che nella sede della società “era presente una discoteca abusiva in cui – anche nel periodo del lockdown – venivano organizzati quasi tutti i giorni eventi mondani con servizio di escort, solo meno frequenti in estate, in quanto in quella stagione la coppia operava per lo più a Mykonos, in Grecia”. Inoltre “aveva aggiunto che nel corso di dette serate, le giovani donne che lavoravano per la coppia (e che erano anche domiciliate in loco) venivano invitate ad avere rapporti sessuali a pagamento con gli ospiti, selezionati soprattutto fra i calciatori professionisti” e che “Ronchi e Buttini trattenevano poi almeno il 50% dell’importo pagato, consegnando alla ragazza il resto”.














