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La premier ha sottolineato che dalla Svizzera sostengono si tratti di un errore ma ha chiesto all’ambasciatore di fare luce sull’accaduto

Una lettera dalla Svizzera con un contenuto che chi l’ha ricevuta non pensava mai di ricevere: la fattura per le prestazioni sanitarie effettuate durante il ricovero dei sopravvissuti di Crans-Montana. Le famiglie dei ragazzi che, per loro sfortuna, si sono ritrovati a essere ricoverati negli ospedali svizzeri a seguito del rogo di Capodanno, erano certe che non avrebbero ricevuto nulla. E, invece, a quattro mesi dai drammatici fatti, con ancora nessun responsabile certo e 41 vite spezzate, ecco che dalla Svizzera è arrivato il conto di migliaia di euro. Sono tante le polemiche generate da questa scelta della sanità svizzera e tra chi ha alzato la voce c’è anche il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che con un post ha espresso tutto il suo sdegno.

“Sono rimasta scioccata dalla notizia delle fatture da decine di migliaia di euro inviate da un ospedale svizzero alle famiglie di alcuni ragazzi coinvolti nel rogo di Capodanno a Crans-Montana. Un ospedale di Sion è arrivato addirittura a chiedere oltre 70 mila euro per poche ore di ricovero. Un insulto, oltre che una beffa, che solo una disumana burocrazia poteva produrre”, ha detto la premier in un comunicato affidato ai social. “Ho parlato con il nostro Ambasciatore: le autorità svizzere hanno assicurato che si è trattato di un errore, e che le famiglie non dovranno pagare nulla. Ma ho chiesto all’Ambasciatore di tenere altissima l’attenzione su questo tema, perché sarebbe ripugnante che costi del genere possano ricadere sulle vittime o sull’Italia”, ha aggiunto Meloni.