La Polizia ha identificato il presunto autore delle numerose scritte volgari e misogine con cui, la scorsa estate, erano stati imbrattati muri e colonne lungo il portico di San Luca a Bologna. Si tratta di un 45enne della provincia di Modena, per il quale la Procura ha chiesto il giudizio immediato. E' indagato per atti persecutori, diffamazione e danneggiamento, aggravato dal fatto di avere deturpato i portici patrimonio Unesco. Ne dà notizia l'edizione di oggi del Resto del Carlino.
Le indagini, condotte dal commissariato Santa Viola, hanno portato a individuare 22 parti lese: tutte donne accomunate dalla passione per trekking e camminate. Le vittime avevano avuto contatti non graditi con l'uomo, che frequentava gli stessi gruppi social e, partecipando alle escursioni, avrebbe raccolto i loro recapiti per poi perseguitarle con messaggi e telefonate, spesso aggressivi quando veniva respinto. In un caso, il 45enne sarebbe riuscito a risalire all'abitazione di una donna presentandosi sotto casa di sera e spaventandola.
Decisiva, per individuarlo, è stata una perizia grafologica, che avrebbe confermato la corrispondenza tra la scrittura dell'indagato e quella dei messaggi. Gli investigatori sono partiti da uno scritto lasciato dall'uomo in un rifugio di montagna nel Modenese e hanno incaricato un esperto di confrontare quella grafia con quella delle scritte tracciate a San Luca.







