Una collina costeggia il centro di permanenza per il rimpatrio di Gjader. Erba, arbusti e rocce. Sotto di essa, un’alta barriera d’acciaio. È il primo anello, quello più esterno, che separa i migranti dal resto del villaggio, una piccola frazione del comune di Lezhë (Alessio), nel nord dell’Albania. Dentro, strade e cancelli che si aprono o chiudono a seconda delle necessità di sicurezza. Un villaggio nel villaggio. Reso necessario dal fatto che l’80% delle persone che è transitato da qui ha compiuto dei reati, spesso molto gravi. Non è quindi solo una questione di permessi di soggiorno e di carte bollate ma, soprattutto, di criminalità. Che va arginata e allontanata dal nostro Paese.
Due nuove inchieste toccano la cybersecurity e attraversano i rapporti tra società private e apparati dello Stato. I decreti di perquisizione emessi dalla Procura di Roma ed eseguiti dai carabinieri del Ros riguardano undici persone. Da una parte la cosiddetta Squadra Fiore, dall’altra «i neri» di Giuseppe Del Deo, ex numero due del Dis e dell’Aisi, ora presidente esecutivo «autosospeso» di Cerved (società che si occupa di informazioni economiche e creditizie sulle imprese e che non è coinvolta nel procedimento).










