La strada che conduce dall'aeroporto di Saurimo alla spianata dove è stato montato il palco per la messa è costellata da casupole e botteghe molto modeste, alcune sono vere e proprie baracche.

E' asfaltata solo la strada principale, le traverse invece sono coperte della solita terra rossa.

Eppure, solo a trenta chilometri da qui, c'è la quarta miniera di diamanti più importante della terra dalla quale si estrae la materia prima per preziosi gioielli che solo in pochi possono permettersi. Tanta ricchezza della terra d'Angola finisce in poche tasche, soprattutto straniere, e la gente tira avanti coltivando manioca e l'igname, una specie di patata utilizzata nella cucina locale. Papa Leone XIV ha preso un aereo dalla capitale Luanda per abbracciare questa gente e soprattutto denunciare le disparità che attraversano l'Angola e tanti altri paesi dell'Africa.

"Molti desideri della gente sono frustrati dai violenti, sfruttati dai prepotenti e ingannati dalla ricchezza. Quando l'ingiustizia corrompe i cuori, il pane di tutti diventa possesso di pochi", sottolinea il Pontefice che avverte: "Davanti a questi mali, Cristo ascolta il grido dei popoli e rinnova la nostra storia". "Noi non siamo nati per diventare schiavi né della corruzione della carne, né di quella dell'anima. Ogni forma di oppressione, violenza, sfruttamento e menzogna - dice il Papa - nega la risurrezione di Cristo, dono supremo della nostra libertà".