Un’amara sorpresa che si aggiunge al dolore che dura da quasi quattro mesi. A tre delle famiglie dei ragazzi feriti a Capodanno nel rogo del Constellation, a Crans-Montana, sono state da poco recapitate, probabilmente per «errore», salatissime fatture provenienti dall’ospedale cantonale di Sion. Importi da capogiro per un brevissimo ricovero: in due casi poco più di 17mila franchi (pari a poco più di 18mila euro), fino ad arrivare ai 66.810 franchi (73mila euro) dell’ultima parcella. In calce, c’è una piccola postilla: «La fattura non deve essere pagata».
Si tratta dell’ennesimo inciampo nei rapporti tra l’Italia e la Svizzera, causato da un «errore», come è stato definito nei corridoi governativi del Cantone del Vallese, generato probabilmente da un funzionario eccessivamente zelante, o distratto. «Le prestazioni mediche dell’ospedale del Vallese non sono a carico delle famiglie», ha voluto precisare il dipartimento cantonale della sanità, che fa capo direttamente al presidente vallesano Mathias Reynard. A risolvere l’impasse è stata una telefonata, nel pomeriggio di lunedì, tra lo stesso Reynard e l’ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado: «Il presidente del Cantone del Vallese mi ha assicurato che nulla è dovuto dalle famiglie agli ospedali e che le spese sanitarie saranno sostenute in toto dal Cantone del Vallese, ed eventualmente dalla Confederazione svizzera, e che nulla sarà chiesto allo Stato italiano, come del resto avevano annunciato sin dall’inizio», spiega il diplomatico.











