Da un lato gli affari, con l’ammanco di almeno sette milioni, sui quali l’Agenzia voleva fare chiarezza, e gli appalti dati alle società amiche di Carmine Saladino, Enrico Fincati, Nicola Franzoso e Daniele Ucci, tutti indagati, con un intreccio di interessi con gli imprenditori. E un software “opensource per universitari” venduto all’intelligence. Dall’altro i dossier per fini non istituzionali. L’ex numero due dei servizi segreti, Giuseppe Del Deo, indagato per peculato e accesso abusivo a sistema informatico, avrebbe creato una “cricca dei neri”, una squadra di uomini a cui dava ordini per indagini parallele utilizzando le informazioni dei servizi segreti. Almeno secondo la procura di Roma.

L’attività riguarderebbe il periodo in cui Del Deo era all’Aisi e aveva la firma e l’autorizzazione a operare sul contro dell’Agenzia. Scrive la procura nel decreto di perquisizione: «Il dirigente del reparto economico finanziario dell’Aisi, nel periodo compreso tra il 2018 e l'agosto del 2024, si avvaleva di una squadra di collaboratori in corso di identificazione denominati convenzionalmente “i neri” ai quali dava disposizioni per attività clandestine di tipo para investigativo, utilizzava, per fini non istituzionali, gli schedari informativi istituiti per il trattamento di notizie e informazioni necessarie al perseguimento degli scopi istituzionali del Sistema di informazione per la sicurezza nazionale». E Del Deo avrebbe avuto rapporti anche con il Vaticano. «Del Deo ha fatto un casino con il Vaticano», dicono intercettati alcuni indagati. Ma emergono anche i rapporti diretti con Equalize, la holding milanese dello spionaggio. È stato un indagato intercettato a dire di avere visto «Carmine (presumibilmente Gallo, coinvolto nell'indagine di Milano·sulla Equalize) che andava a trovare Del Deo».