Bonifiche ambientali, come quella che, secondo la procura, è stata eseguita negli uffici della Banca Popolare di Bari e poi dossier reputazionali, anche manipolati, con informazioni riservate, grazie alle notizie illecitamente esfiltrate dalle banche dati nazionali protette da sistemi di sicurezza. Per i pm romani la “Squadra Fiore” «utilizzava strumenti informatici e operativi analoghi a quelli in uso alle forze dell’ordine: intercettava conversazioni private e accedeva ai sistemi di sicurezza». Le vittime erano esponenti del mondo imprenditoriale e politico. La vendita dei servizi passava attraverso tre società Strategic risk consulting, riferibile all’ex carabiniere già al centro dello scandalo Telecom-sismi, Giuliano Tavaroli, la Galima srls che sarebbe controllata da Luigi De Lisi, ex generale della Finanza, e la ditta individuale omonima di Bonomo, riconducibile a Rosario Bonomo, ex Guardia di Finanza, operativo ai servizi tra il 2011 e il 2015. Con loro avrebbero “lavorato” anche l’ex dei servizi Francesco Rossi, Francesco Stefanoni, l’esperto in grado di decriptare i file soprattutto quelli riservatissimi dell’Inps e l’operativo Alfonso Iantorno, ex dipendente della prefettura. Un’associazione a delinquere che avrebbe lavorato corrompendo uomini delle forze dell’ordine, per entrare nei data base riservati.