Sampdoria-Monza, il gol di Petagna dello 0-3

Con il Monza la Sampdoria ha perso. E questa, capirete, non è una novità. In questi anni perdere è stata quasi un’abitudine, una compagnia scomoda ma costante. Cadute diverse, tutte uguali nel risultato: un passo indietro, un’occasione che sfuma, 28.000 persone innamorate di una bandiera che se ne tornano a casa sconfitte.

Questa volta, però, è stata diversa. Tutti quelli che leggono questa rubrica sanno benissimo che non sono mai stato tenero coi ragazzi, ma dentro la sconfitta di venerdì, finalmente, non ho visto rassegnazione. Non ho palpato quella solita sensazione vuota di chi ha già accettato il proprio destino. La Samp di Attilio Lombardo ha perso, è vero, ma per la prima volta, dopo tanto tempo, mi è sembrata una squadra che non accetta più di perdere. Ed è una differenza sottile, quasi invisibile, ma è quello che mi fa ben sperare per una lotta alla salvezza all’ultimo sangue.

È tardi? Sì, lo è. Indubbiamente lo è. Anzi, è tardissimo, ça va sans dire, e la cosa che più mi fa incazzare è che, se questa sciagurata società non avesse fatto tutti i casini che ha fatto, avremmo potuto avere Lombardo già dalla prima di campionato e, probabilmente, adesso staremmo scrivendo una storia completamente diversa, ma so che, comunque, non è tardi per il nostro traguardo, se pur misero e avvilente. Non è tardi per riuscire a salvarci e sperare in un cambiamento radicale l’anno prossimo.