Addio a Desmond Morris, etologo britannico di fama internazionale, che si è imposto all'attenzione del grande pubblico e della comunità scientifica varando i primi studi del comportamento umano da un punto di vista strettamente zoologico. Aveva 98 anni ed è morto domenica 19 aprile in Irlanda, dove viveva dal 2018, dopo la scomparsa di sua moglie, Ramona. L'annuncio della scomparsa è stato dato dal figlio Jason, che gli ha reso omaggio con una dichiarazione:
«Quella di mio padre è stata una vita dedicata all'esplorazione, alla curiosità e alla creatività. Zoologo, osservatore dell'uomo, autore e artista, ha continuato a scrivere e dipingere fino alla sua morte. Era un grande uomo e un padre e nonno ancora migliore». Definendo l'uomo una «scimmia evoluta» piuttosto che un «angelo decaduto», e dichiarando la religione «un inganno basato sulla fiducia», Desmond Morris fece infuriare i cristiani negli anni '60. Ottenne fama mondiale con il suo libro "La scimmia nuda" (1967), tradotto in 28 lingue (in italiano apparso da Bompiani) con 10 milioni di copie vendute nel mondo. Lo zoologo considerava gli esseri umani una specie che condivide con 192 altre specie di scimmie e primati una discendenza comune, comportamenti, rituali e strutture familiari.







