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Ultimo aggiornamento: 15:29
di Pietro Francesco Maria De Sarlo
La Stampa: “Parigi, vertice su Hormuz: l’Europa prova a muoversi unita”. Il Sole 24 Ore: “Hormuz, iniziativa europea per la sicurezza dello Stretto”. Corriere della Sera: “Vertice di Parigi, l’Europa cerca una linea comune sul Medio Oriente”. Avvenire: “Hormuz, l’Europa si affaccia sulla crisi”. Così alcuni tra i principali quotidiani italiani hanno raccontato l’incontro organizzato a Parigi da Macron e Starmer con un gruppo di Stati e organizzazioni per far fronte alla crisi di Hormuz.
Già qui c’è un primo problema. Non esiste neppure un numero concorde dei partecipanti: a seconda delle fonti si va da 35 a 50. Incerti sono anche il perimetro politico dell’iniziativa, i suoi contenuti effettivi e il suo significato strategico. Ma il punto più singolare è un altro: perché un’iniziativa franco-britannica, alla quale si sono aggiunti Meloni e Merz, viene raccontata come “iniziativa europea”? A questo punto bisognerebbe intendersi su cosa sia l’Europa. Esiste un’Europa geografica, con confini convenzionali ma relativamente definiti. Ed esiste un’Europa politica, che però non coincide né con la geografia né con la retorica giornalistica. Se per Europa si intende l’Unione europea, allora si parla di 27 Stati, tra i quali non c’è il Regno Unito. E allora l’iniziativa di Starmer e Macron, più che rafforzare l’Unione, sembra mostrarne l’irrilevanza politica.








