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20 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 14:17
L’aumento dei prezzi dell’energia, trainato dall’impennata del petrolio a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz, pesa sempre di più sulle tasche delle famiglie italiane. A rilanciare il tema è Ekō, organizzazione internazionale di campaigning, che ha pubblicato oggi un annuncio pubblicitario sul Corriere della Sera. Accompagnato da una domanda: perché gli italiani stanno pagando il prezzo di una guerra che non hanno iniziato. Una questione centrale alla vigilia del Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea del 21 aprile, durante il quale si discuterà della sospensione dell’Accordo di Associazione UE-Israele.
La posizione dell’Italia potrebbe risultare decisiva per raggiungere la maggioranza necessaria. Ekō sostiene che il governo di Giorgia Meloni non abbia intrapreso azioni sufficienti contro Tel Aviv per frenare la crisi. Una situazione che, oltre a provocare una grave instabilità geopolitica, è culminata con gli attacchi contro i caschi blu italiani in Libano la scorsa settimana. A seguito di quell’evento il governo italiano ha sospeso il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele.








