Più di un milione di firme per spingere l’Unione europea a rompere gli accordi con Israele, superando la contrarietà e il freno posto da governi come quello italiano e tedesco. Ma anche per premere sulle istituzioni comunitarie e i governi occidentali affinché sia sanzionato l’intero governo di Tel Aviv, e non solo il ministro Itamar Ben-Gvir, come invece proposto dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani a Kaja Kallas, l’Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue, dopo le violenze e le torture subite dagli attivisti della Flotilla.
A Roma, alla Città dell’Altra economia, artisti, militanti della Global Sumud, oltre che personaggi della cultura, dello spettacolo e del giornalismo (tra i quali Alessandro Mantovani inviato per il Fatto Quotidiano proprio a bordo di una delle imbarcazioni bloccate da Israele) hanno partecipato all’evento “Justice for Palestine“, organizzato da ELA – European Left Alliance, con la partecipazione di Sinistra Italiana/Avs, tra i sostenitori della campagna.
Dopo che la soglia minima richiesta dall’Ue è già stata ottenuta, la campagna della raccolta firme, promossa nel gennaio 2026 dallo stesso partito della sinistra europea per interrompere gli accordi tra Bruxelles e Tel Aviv sul fronte politico e commerciale, ora è stata rilanciata anche grazie alla partecipazione di intellettuali e volti della cultura e dello spettacolo che hanno scelto di sostenerla. Da Michele Riondino al rapper Kento, passando per il comico Enzo Iacchetti e per Luisa Morgantini di Assopace Palestina, fino alla relatrice speciale Onu per i Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese: in tanti hanno preso parte alla kermesse.









