“Donne contro le donne” è il titolo di un articolo uscito la scorsa settimana e che ha riportato i dati di Vox, l’Osservatorio italiano sui diritti che si occupa della diffusione dell’odio online, in collaborazione con la Statale di Milano e l’agenzia “The Fool”. Partendo dal campione di 2 milioni di post analizzati su X, l’odio nei confronti delle donne si conferma ancora al primo posto, ma ciò che preoccupa è che il 43% per cento degli insulti misogini proviene da account femminili. Sinceramente, sono rimasta un po’ interdetta: i dati hanno bisogno di una cornice, vanno contestualizzati e bisogna interrogarsi non tanto sui numeri ma sul perché di certi numeri.

Non so se sia mai stata stilata una statistica sul linguaggio misogino e sull’odio nei confronti delle donne anche in altri media, ma sarebbe interessante verificarlo nel contesto dei giornali.

Qualche giorno fa una cara amica mi ha inviato un articolo raccapricciante apparso su un quotidiano. Forse non dovrei nemmeno scriverne: quante volte mi sono sentita ripetere, sin da bambina, di non cedere alle provocazioni e di soprassedere, di comportarmi “da adulta”. Ma qui tutti adulti siamo, almeno anagraficamente, e di tacere non ne ho più voglia. Non dirò dove questo articolo è apparso, e nemmeno il nome del tale – perché di un uomo si tratta – che lo ha scritto, non si merita nemmeno quel briciolo di visibilità a cui presumo agognasse.