BELLUNO - «Sono anni che semino senza riuscire a raccogliere neanche una pannocchia. Di fatto, semino per sfamare cervi e cinghiali, mio malgrado». È un grido di disperazione, quello di Claudio Orzetti. La sua azienda agricola sopra Limana, nella zona di Valpiana e Valmorel, è meta prediletta degli animali selvatici. I cervi si concentrano sui campi di mais, mentre i cinghiali scavano sotto le file di patate, e mangiano tutti i tuberi che incontrano. Risultato? All'agricoltore resta ben poco, se non addirittura niente. «Sono qui da 30 anni e da almeno 15 non passa giorno senza registrare almeno un danno provocato dalla fauna selvatica
racconta il titolare dell'azienda agricola -. Ho 15 ettari, ma ormai il mais l'ho confinato ad appena un ettaro, quello che basta per il mangime da dare alle manze. Il resto è seminato a patate o prato. Ma sono anni che da tutto quello che viene seminato non riesco a raccogliere niente. Che senso ha dover pagare le sementi per non ricavarci neanche quello che serve per la semina dell'anno successivo? A questo punto conviene mollare tutto. L'unica cosa che mi spinge ad andare avanti è la passione per questo lavoro. Ma non è più possibile continuare così».







