PADOVA - I cinghiali che proliferano sui Colli Euganei, da sempre definiti una piaga per l'agricoltura e per gli incidenti stradali che provocano, possono anche diventare un'opportunità: un prodotto alimentare innovativo e caratteristico, un'eccellenza del territorio. La nuova sfida agroalimentare è stata presentata ieri (23 giugno) in Provincia, alla presenza dei consiglieri Vincenzo Gottardo e Matteo Cecchinato, del presidente del Parco Colli Alessandro Frizzarin, di Giorgio Sbrissa direttore Enaip, Alessandro Chiarotto (Appe), Paolo Caratossidis fondatore di "Eccellenze Venete" e presidente di "Cultura e cucina", dell'abate di Praglia Stefano Visentin e di imprenditori locali che hanno accettato la sfida di tradurre in ottimo cibo i cinghiali.

«In tutto il Veneto ci sono circa 100.000 cinghiali, ma noi vogliamo ragionare in termini di cinghiali che diventano volano di sviluppo del food - ha esordito Caratossidis - il comparto alimentare non è solo motore economico del territorio, ma anche protagonista attivo nell'affrontare le grandi sfide ambientali e faunistiche del nostro tempo».

Gottardo ha ricordato che i cinghiali sono solitamente visti come una minaccia per i Colli, ma possono diventare un'opportunità, valorizzando soluzioni innovative sviluppate dalle imprese per trasformare una criticità ambientale in una risorsa gastronomica. «Lo scorso anno sono stati abbattuti 1.580 capi - ha precisato - quest'anno, fino al 31 maggio, sono stati 660. In questo momento in cui cambiamento climatico, pressione sugli ecosistemi ed espansione incontrollata di alcune specie animali mettono a dura prova i territori, le imprese agroalimentari dimostrano innovazione, resilienza e responsabilità sociale». «I cinghiali diventano un motivo per valorizzare tante realtà del territorio - ha aggiunto Marchetto - come Provincia siamo impegnati a mettere a sistema le risorse per farci conoscere nel mondo».