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Tra crisi politica interna, spinte populiste e tensioni geopolitiche, il voto bulgaro può ridefinire gli equilibri tra Bruxelles e l’Est europeo
La Bulgaria torna alle urne per l’ottava volta in cinque anni, simbolo di una crisi politica ormai strutturale che mette alla prova la tenuta democratica del Paese e, più in generale, l’equilibrio geopolitico dell’Unione europea. In questo contesto emerge come favorito l’ex presidente Rumen Radev, figura controversa ma popolare, che promette stabilità e lotta alla corruzione, mentre suscita timori per le sue posizioni considerate più ambigue nei confronti della Russia.
Il voto odierno rappresenta molto più di un normale passaggio elettorale: è un banco di prova per capire se, dopo la sconfitta di Viktor Orbán in Ungheria, possa emergere un nuovo attore capace di riequilibrare – o destabilizzare – la linea europea su Ucraina, Russia e governance interna.











