Canadese, disegna maglieria, è diventato famoso perché legge le carte alle celebrity. “Ma i tarocchi”, giura Trevor Ballin, “non predicono il futuro. Fanno di più”
di Carlo Antonelli
Ho trovato Trevor Ballin. Celebre designer di maglieria per i grandi brand del lusso, ora noto come lettore di carte a gente famosa. Ci sono arrivato tramite amici in comune, ma poi ho scoperto da lui che potevo insistere un po’ su Instagram. Provate, insomma, ma con gentilezza. Trevor non fa le carte per denaro, tanto. Il suo modo di conversare è tranquillo, poco scuotente. Si parte dalla base, come ha iniziato. “Ah sì, a 16 anni. Un’amica di mia madre mi fa la mia primissima lettura di tarocchi e sento come se mi avesse mostrato la mia vita con chiarezza. Mi regala anche il primo mazzo, che è quello che uso ancora oggi. E me lo dà chiedendomi di guardarle ogni sera prima di andare a dormire e poi di nuovo al mattino, e di vedere se qualcuna di quelle immagini mi parla. Così ho sviluppato un rapporto molto speciale con le carte. Ero già attratto dalla mitologia, dalle storie in assoluto, e credo che la cosa più straordinaria dei tarocchi sia che, in fondo, sono migliaia di racconti travestiti da mazzo. Da qualche parte, non so dove, ho letto che la fascinazione per la predizione è perlopiù legata a un’inquietudine, a un senso di fragilità e incertezza rispetto al proprio futuro. Ma non sono affatto d’accordo, perché quando comprendi i tarocchi ti rendi conto che non predicono il domani, ma ti mostrano le sue potenzialità, che è molto diverso. Quindi non credo che le carte, e nemmeno l’astrologia, possano davvero anticipare ciò che avverrà. Non penso nemmeno di averle mai lette a qualcuno che fosse molto depresso o insicuro o disperato (strano, perlomeno, ndr). Si tratta davvero di comprendere il presente”.






