Sean Monahan ha predetto molto di quanto è successo nella moda e nella cultura pop in questi ultimi anni. Gli abbiamo chiesto come si fa a leggere il futuro

di Silvia Schirinzi

Sean Monahan è un trend forecaster: cioè di mestiere “mappa” le sottoculture giovanili per indirizzare i marchi là dove nascono le nuove tendenze. Una volta i professionisti come lui giravano il mondo. Da anni, ormai, scandagliano internet. Nel 2010 Monahan ha fondato il collettivo K-Hole insieme a Greg Fong, Chris Sherron, Emily Segal e Dena Yago. Il gruppo, attivo fino al 2016, è conosciuto soprattutto per i report pubblicati online, che tracciavano i movimenti culturali, di moda e lifestyle negli anni Dieci. A loro si deve il termine normcore (crasi tra normal e hardcore), che nel 2013 ha individuato la preferenza per un abbigliamento fatto di capi e accessori neutri ed è stato precursore

di tutti i -core di TikTok. Oggi Monahan è a capo di 8Ball, agenzia che ha anche una newsletter su Substack. Con lui abbiamo parlato di come nascono i trend, del ruolo dei designer nel definire il look di un’epoca, di cosa resta dello stile personale quando tutto è contenuto social.

Se ripensa ai suoi inizi, crede che oggi sia più difficile individuare cosa c’è di nuovo?