Tra nomine, debutti e uscite a sorpresa, mai come in questi 12 mesi il fashion system è stato rivoluzionato. Ecco un breve compendio su chi è entrato e chi è uscito. In attesa dell'ennesimo colpo di scena
di Serena Tibaldi
Chanel, Dior, Balenciaga. E poi Gucci, Loewe, Celine, Givenchy, Maison Margiela, Fendi. Ancora, Tom Ford e Bottega Veneta, Marni e Jil Sander, Balmain e Dries Van Noten. Alberta Ferretti, Calvin Klein, Mugler, Hermès, Carven, Jean Paul Gaultier, Lanvin, Brioni. Questo l’elenco dei marchi che nel corso del 2025 hanno visto l’esordio o l’addio di un direttore creativo. Da Versace in realtà, ci sono stati la nomina, l’esordio e l’addio, tutto in una manciata di mesi. C’è chi ha definito questo terremoto come la versione modaiola del gioco delle sedie musicali, chi ha parlato di una specie di battaglia navale e chi, denotando una certa mancanza di gusto, ha pianificato una specie di torneo a esclusione diretta per incoronare il “debutto dell’anno”.
Ma se un ricambio periodico è normale, questo turnover non ha nulla di regolare. Anzi, è la prova che il sistema moda sia definitivamente cambiato, con la crisi del lusso, ormai in corso da due anni, che sembra essersi evoluta in un ribaltone generazionale. Che questo si traduca in un’impennata delle vendite è tutto da vedere, ma di sicuro ha offerto ad addetti ai lavori e appassionati delle fashion week entusiasmanti come non accadeva da tempo.






