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La festività del primo giorno del mese riscrive le date dell’accredito e divide i percettori tra canale postale e bancario

Non sarà un inizio di mese uguale per tutti. Le pensioni di maggio arrivano infatti con un calendario differenziato tra uffici postali e istituti bancari, conseguenza diretta della festività del 1° maggio, che quest’anno modifica l’avvio ordinario dei pagamenti. Il risultato è un sistema a due velocità che, pur traducendosi in uno scarto di pochi giorni, incide concretamente sulla disponibilità dell’assegno e quindi sulla gestione delle spese mensili di molti pensionati. In un contesto in cui il netto può cambiare per effetto di trattenute fiscali, addizionali e possibili conguagli, anche la data dell’accredito smette di essere un dettaglio tecnico e diventa un elemento centrale. Perché non conta soltanto sapere quanto si riceverà, ma anche quando quella somma sarà effettivamente disponibile.

La regola generale fissata dall’INPS prevede che la pensione venga pagata nel primo giorno bancabile del mese, con l’eccezione di gennaio. Nel caso di maggio 2026, però, la coincidenza con la Festa dei lavoratori modifica il calendario operativo. [Inferenziale] Poiché il 1° maggio 2026 cade di venerdì e il 2 maggio di sabato, l’accredito può risultare disponibile da sabato 2 maggio per chi incassa tramite Poste, mentre per i rapporti bancari la prima giornata utile slitta a lunedì 4 maggio. La differenza nasce dal fatto che il sabato è operativo per Poste ma non per il circuito bancario.