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A quanto pare Kash Patel era nel mirino già da tempo: "Beve tanto e si assenta senza giustificazioni"
Ansia alle stelle per il direttore dell’FBI Kash Patel, convinto di esser stato licenziato dopo un problema informatico rivelatosi alla fine totalmente casuale: a quanto pare, secondo il The Atlantic, alla base di quest’angoscia ci sarebbe la convinzione di essere già finito nel mirino dell'amministrazione Trump per reiterati atteggiamenti poco professionali denunciati da alcuni colleghi.
Secondo il racconto di fonti a lui vicine, mentre si preparava a concludere il suo lavoro in vista del fine settimana, Patel ha avuto difficoltà ad accedere a un sistema informatico interno. Certo di esser stato volutamente bloccato e preso dal panico, ha iniziato a chiamare freneticamente collaboratori e colleghi per annunciare di essere stato licenziato dalla Casa Bianca: due dei testimoni che hanno assistito a questo sfogo hanno descritto il suo comportamento come una vera e propria "crisi di nervi". La notizia del suo sfogo emotivo, e non poteva essere altrimenti, si è diffusa rapidamente all'interno dell'FBI, generando mormorii tra i funzionari, ma anche qualche sospiro di sollievo da parte di chi riteneva vera la notizia. Dopo pochi minuti la Casa Bianca ha ricevuto numerose chiamate dall'FBI e da membri del Congresso che chiedevano chi fosse stato posto dopo di lui a capo dell'agenzia.







