Per la prima volta dopo 700 anni, in ottobre saranno riunite ed esposte ad Aquileia le parti dell'Evangelario che ora si trovano suddivise tra Venezia, Praga e Cividale. Il manoscritto ravennate del VI secolo è stato scomposto e il Vangelo di San Marco è diventato la reliquia venerata a Venezia e a Praga, asseritamente scritto dallo stesso Evangelista. La parte veneziana, ormai distrutta è conservata nel tesoro di San Marco, quella praghese, perfettamente mantenuta, è esposta fino al 27 luglio in una mostra.
Come siano andate le cose lo spiega Antonella Favaro, che ne ha parlato nel suo romanzo "I cavalieri di Venezia", appena ristampato dell'editore Gaspari. L'unico dato che ci rimanda la tradizione cristiana è che Marco scrisse in greco il suo Vangelo a Roma, sotto la dettatura di San Pietro. Tra l'altro questa è la scena San Pietro che detta a San Marco che si vede nel mosaico del soffitto della cappella Zen, nella basilica marciana. Fino ai primi decenni del Cinquecento si entrava in chiesa per di là e quindi tutti i visitatori dovevano da subito aver ben chiara una cosa: San Marco era secondo solo a san Pietro. La leggenda vuole che San Marco fosse stato ad Aquileia e nella basilica patriarcale della città friulana si conservava un Evangelario manoscritto del VI secolo di ambiente ravennate e attenzione in latino. Il manoscritto conteneva tutti e quattro i Vangeli. Tutto bene per seicento anni fino a quando, nel XII secolo, si è deciso di estrapolare il Vangelo di San Marco. Il documento era sufficientemente antico per poter essere spacciato per il manoscritto originale, tanto più in un'epoca in cui la filologia doveva ancora essere inventata. Da quel momento le due parti del manoscritto cominciano a vivere di vita propria: i tre Vangeli di Giovanni, Luca e Matteo, continuano a rimanere copie altomedievali (oggi si trovano a Cividale del Friuli), mentre la parte marciana smette di essere un libro liturgico e diventa una reliquia. Aquileia poteva così vantare nel tesoro della basilica il Vangelo scritto da Marco di sua mano. Proprio quello.






