Tenete a mente quest'anno: 1261. È l'anno della svolta, quello in cui comincia a comparire san Marco in forma di leone. O perlomeno, tutte le prime testimonianze giunte fino a noi sono di quell'anno. Come fossero i simboli veneziani in precedenza non lo sappiamo con precisione. Gherardo Ortalli, già professore di Storia medievale a Ca' Foscari, ha scovato in uno smalto della Pala d'Oro un vessillo con una croce gialla in campo azzurro: probabile che fosse una bandiera terrestre, mentre i vessilli navali, secondo quanto stabilito da Guido Ercole, avevano una croce gialla in campo rosso, colori che in seguito sono rimasti nelle insegne dell'Armata (la flotta).

Con ogni probabilità san Marco si è cominciato a raffigurare in forma d'uomo, così lo si vede nella prima moneta importante coniata a Venezia: il grosso, detto anche grosso matapan – 2,2 grammi di argento purissimo – voluto da Enrico Dandolo nel 1192. E san Marco in forma umana lo si troverà anche sul ducato, coniato per la prima volta nell'ottobre 1284, quando il leone era già comparso: 3,54 grammi d'oro quasi puro che rimarrà invariato per 513 anni, fino al 1797. Questa moneta, che da metà Cinquecento si comincia a chiamare zecchino, è tanto prestigiosa che ancora oggi usiamo il termine “oro zecchino” per indicare l'oro puro.