ROMA Difende il lavoro fatto sinora, numeri alla mano. E chiede più risorse per portarlo a termine nell'anno che il governo ha davanti a sé. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi lancia un doppio segnale dalla Festa della Polizia, dove ieri ha vestito i panni del padrone di casa per le celebrazioni dei centosessantaquattro anni del corpo a Piazza del Popolo, nel cuore di Roma. Da un lato il ministro scuda il suo operato dopo l'informativa in Parlamento in cui la premier Giorgia Meloni è tornata a chiedere che sulla sicurezza si faccia di più e meglio. Dall'altra derubrica tra le righe l'affaire Claudia Conte, riportandolo alla dimensione dell'attacco politico finalizzato a colpire una delle arterie vitali dell'esecutivo. I riflettori sono tutti su di lui, tanto più che in piazza manca la presidente del Consiglio, che quest'anno, complici i giorni al cardiopalma che si è lasciata alle spalle, si limita a un messaggio per celebrare «una storia fatta di coraggio, dedizione e servizio alla Nazione».

Piantedosi siede in prima fila tra il cardinale Baldassare Reina e il capo della polizia Vittorio Pisani. È la sua prima uscita pubblica dopo che il caso Conte è deflagrato, la bufera scatenata dalle rivelazioni della 34enne sulla relazione con il ministro, dando adito agli attacchi delle opposizioni sui tanti incarichi della giornalista, pubblicista dal 2023. Per i cronisti raggiungere il ministro è una mission impossible, al pari degli altri big che siedono in tribuna d’onore. Non solo il presidente del Senato Ignazio La Russa e fior fior di ministri, ma anche i leader dell’opposizione, con Elly Schlein e Giuseppe Conte accomodati in prima fila. Quando Piantedosi prende la parola la leader dem, seduta proprio dietro di lui, inforca gli occhiali da sole, quasi a marcare plasticamente le distanze.