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18 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 7:39
Il 14 marzo 1946, la Pontificia Commissione di Assistenza, su incarico di papa Pio XII, scrive una lettera al Cardinale Maurilio Fossati, arcivescovo di Torino, accompagnandola con un assegno da 100mila lire destinate ai Rifugiati del DP Camp 17 dell’Unrra di Grugliasco. Il campo occupava gli edifici dell’Ospedale Psichiatrico sgomberati dai malati già nel 1944 per via dei bombardamenti su Torino e dintorni, ora più intensi e devastanti. A guerra conclusa, i locali erano stati assegnati all’Unrra (United Nations Relief and Rehabilitation Administration), un’organizzazione internazionale fondata nel 1943 per fornire assistenza ai paesi devastati dal conflitto.
Il Camp 17 accoglieva gli scampati alla Shoah, in grande prevalenza giovani, che erano riusciti a sopravvivere nei campi di concentramento o alla cattura nascondendosi dove avevano potuto. Delle loro famiglie non restava più nessuno, le radici erano state definitivamente tagliate, gli averi di famiglia passati di mano e le tracce della loro vita precedente cancellate. Per la gran parte di loro nessun ritorno, la decisione era presa: ricominciare in Palestina o, più raramente, raggiungendo parenti che erano emigrati nelle Americhe prima della guerra. A Grugliasco nel 1946 di giovani in questa condizione ce ne sono circa mille, in prevalenza stranieri dell’est Europa: alcuni arrivano, altri partono, tutti alle prese con la voglia ricostruire ciò che i nazisti hanno annientato, in Italia con la complicità dei fascisti. Passeranno dal Campo oltre 2000 persone.






