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Ultimo aggiornamento: 7:00
Lunedì 13 aprile 2026 l’Italia avrebbe dovuto rinnovare automaticamente il memorandum militare con Israele. Ma non l’ha fatto. Una buona notizia per chiunque pensi si debba fare qualunque cosa per fermare il genocidio israeliano in Palestina, oggi allargato al Libano. Ma la domanda è: perché il Governo Meloni ha preso questa decisione? E soprattutto: perché oggi?
Tra i Paesi europei l’Italia è quello in cui più ci si è mobilitati per la Palestina e contro il genocidio nel corso dell’ultimo anno. Nell’estate 2025 un sondaggio YouGov per misurare “il sostegno pubblico e la simpatia per Israele” mostrava che solo il 6% degli intervistati rispondeva sì alla domanda “Israele aveva il diritto di inviare truppe a Gaza dopo il 7 ottobre 2023?”. Nello stesso periodo, secondo Eurotrack, solo il 9% degli intervistati in Italia considerava giustificate le operazioni militari israeliane a Gaza.
A settembre 2025 queste posizioni si sono trasformate in piazze piene e porti e stazioni ferroviarie bloccate. Nasceva l’“equipaggio di terra” che accompagnava la Global Sumud Flotilla che intanto aveva dispiegato le vele per portare aiuti umanitari a Gaza e rompere il blocco imposto da Israele fin dal 2007 (altro che “tutto inizia il 7 ottobre 2023”). Secondo un sondaggio SWG di fine settembre 2025, il 62% degli italiani sosteneva l’iniziativa della Flotilla, con un favore significativo, seppur minoritario, anche all’interno dei sostenitori delle destre al governo (37%).














