Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

L’emersione del sistema Coyote a bordo dei cacciatorpediniere statunitensi segnala l’adattamento della potenza navale alle minacce asimmetriche, con l’integrazione di capacità C-UAS per contrastare UAV e attacchi saturanti in scenari operativi complessi

La recente individuazione di un nuovo lanciatore a bordo di un cacciatorpediniere statunitense della classe Arleigh Burke, in particolare sull’USS Carl M. Levin, sembra offrire un’indicazione concreta della trasformazione dell’architettura operativa della Marina statunitense di fronte alla proliferazione di minacce aeree a basso costo. Il sistema osservato è stato associato all’impiego degli intercettori Coyote, sviluppati da Raytheon Technologies, segnando il passaggio da un utilizzo prevalentemente terrestre a una progressiva integrazione in ambito navale delle capacità C-UAS (Counter-Unmanned Aerial Systems).

Più che un salto tecnologico radicale, si tratta di una riconfigurazione coerente con le trasformazioni del campo di battaglia contemporaneo: l’integrazione di sistemi modulari anti-drone sulle unità di superficie riflette la necessità di contrastare UAV tattici e munizioni circuitanti sempre più diffusi, anche tra attori non statali e potenze regionali.