"Esistono 120 ettari che potrebbero essere messi a disposizione delle aziende e che sono praticamente abbandonati. Sono compresi nell'Arsenale di La Spezia, nel cuore della città, affacciati sul mare, e sono in mano alla Marina Militare. Io dico: togliamo queste aree ai militari e diamole a soggetti produttivi, penso a Fincantieri, Leonardo, il polo della subacquea e liberate per la nautica altri spazi".
Massimo Perotti, torinese, Cavaliere della Repubblica, il presidente e ceo di Sanlorenzo, che è il secondo produttore al mondo di superyacht, con un portafoglio ordini prossimo al miliardo di euro, getta il sasso nello stagno. Anzi, il macigno. Lo fa intervenendo al convegno "Genova e Liguria capitali dell'economia del mare 2026" organizzato nel capoluogo ligure da Confindustria, un incontro che gli industriali replicheranno a Napoli. "Sono pronto a fare una battaglia", dice Perotti, forte anche di appoggi governativi sulla sua visione e sulle aperture che gli sono state espresse dopo il suo intervento da l'onorevole Roberta Pinotti, ex ministro, senatrice e presidente della Fondazione del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea e da Ugo Salerno, presidente esecutivo di Rina.
Perotti, perché questa battaglia?






