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Ultimo aggiornamento: 15:49

Niente interruzione al gemellaggio tra Milano e Tel Aviv, la cooperazione tra le due città prosegue. A deciderlo – nonostante la contrarietà di parte della propria maggioranza – è stato il sindaco del capoluogo lombardo, Beppe Sala. A chiedere di revocare la collaborazione in Consiglio comunale, lo scorso ottobre, erano stati i consiglieri di Europa Verde, con pezzi del Pd e della maggioranza che avevano votato a favore. Ma il documento, alla fine, era stato respinto.

La proposta è tornata d’attualità un paio di settimane fa grazie al Partito democratico milanese, favorevole alla sospensione dell’accordo, con in testa la capogruppo a Palazzo Marino, Beatrice Uguccioni e, tra gli altri, Pierfrancesco Majorino (consigliere regionale e papabile candidato sindaco il prossimo anno) e il segretario metropolitano Alessandro Capelli. Iniziativa, questa, che ha spinto sull’uscio del partito Emanuele Fiano.

Ieri mattina, giovedì 16 aprile, Sala ha sentito al telefono l’omologo di Tel Aviv, Ron Huldai. “La città israeliana ci chiede di mantenere vivo uno spazio di dialogo e riflessione rispetto a una situazione particolarmente critica” ha detto Sala. “Nella fermissima condanna delle politiche di Benjamin Netanyahu, riteniamo, da un lato, di continuare le interlocuzioni con chi in Israele è critico verso ciò che sta accadendo e, dall’altro, di rinforzare il sostegno e gli aiuti alle persone e alle comunità che sono martoriate dalle aggressive politiche del governo israeliano. Per questo vogliamo rilanciare le iniziative concrete su Gaza che sono già in atto in particolare con MM”. Il sindaco Huldai, peraltro, ha inviato una lettera a Sala e ha confermato che “Tel Aviv e Milano hanno scelto il dialogo al posto del silenzio, una partnership invece del boicottaggio, e ponti invece che muri. Tel Haviv è al centro di questa lotta, non contro il suo Paese, ma per la sua anima democratica”. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, nei giorni scorsi aveva definito “antisemite” le richieste di Pd e Verdi a Palazzo Marino, e ora approva la decisione di Sala: “Sono molto contento, è una scelta che apprezzo e condivido. In caso contrario, sarebbe sembrata una cosa contro il popolo di Israele”.