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Solo due giorni fa Ursula Von der Leyen ha annunciato il lancio della nuova app progettata per la verifica dell'età degli utenti delle piattaforme. Ma è arrivato l'hacker test di Pavel Durov che ha smontato i sogni dell'Ue
Probabilmente, è stato uno degli hackeraggi più veloci degli ultimi anni. Tanto veloce che potrebbe essere citato nel Guinnes dei primati. Con un banale gioco di parole, potremmo dire che si è trattato di un gioco da ragazzi. Solo due giorni fa Ursula Von der Leyen, aveva annunciato trionfalmente il lancio della nuova App europea, Age Verification, progettata per la verifica dell’età degli utenti che accedono alle piattaforme di social media e in meno di due minuti, come ha scritto Pavel Durov in un post su X, l’app è stata bucata, dimostrando tutta la sua fragilità.
“Abbiamo la risposta – aveva commentato nel post la presidente della Commissione Europea decantando l’applicazione - perché la nostra App di verifica dell'età è tecnicamente pronta e presto disponibile per i cittadini. Sappiamo che la tecnologia digitale può offrire ai bambini opportunità incredibili, possono imparare più velocemente attraverso strumenti interattivi (…), ma siamo anche molto consapevoli che questi benefici comportano dei rischi. Un bambino su sei viene vittima di bullismo online. Un bambino su otto sta bullizzando un altro bambino online. È nostro dovere proteggere i nostri figli nel mondo online, proprio come facciamo nel mondo offline. Perché i diritti dei bambini nell'Unione Europea vengono prima degli interessi commerciali”.










