Svolta europea per la sicurezza digitale e la sovranità tecnologica. Il presidente della Commissione, Ursula von Der Leyen, ha annunciato il lancio di una app che consentirà la verifica online dell’età degli utenti. Un’app europea, che sarà testata in cinque paesi membri, tra cui l’Italia, che servirà per la verifica dell'età: “È tecnicamente pronta e presto sarà a disposizione dei cittadini. Questa app consentirà agli utenti di dimostrare la propria età quando accedono alle piattaforme online".
"Spetta ai genitori crescere i propri figli, non alle piattaforme", ha aggiunto von der Leyen precisando che le piattaforme social offrono un ambiente che crea "dipendenza" e non è un ambiente che "fa bene alle giovani menti in fase di sviluppo". Tutto si inserisce in un quadro profondamente mutato rispetto ai social network. Oggi accusati senza troppe remore di creare dipendenza, danneggiare la crescita e lo sviluppo personale dei cittadini e più in generale di mettere a repentaglio la tenuta stessa delle democrazie.
Le leggi in discussione in Italia per combattere dipendenza da social (e potere degli algoritmi)
Il divieto dei social ai minori in Europa e la legge discussa in Italia
Sulla scia dello storico divieto australiano introdotto lo scorso anno, un numero crescente di nazioni europee sta valutando restrizioni simili, spinte dalle crescenti preoccupazioni sull’impatto dei social media sulla salute e la sicurezza dei minori. Secondo il Regolamento Europeo sulla Privacy (GDPR), l'età del consenso digitale è fissata a 16 anni. Tuttavia, il regolamento permette ai singoli Stati di abbassare questo limite fino a un minimo di 13 anni. Anche l’Italia si sta muovendo per serrare i limiti d’età per l’accesso ai social, a seguito di un dibattito ampio scaturito dopo l’aggressione ai danni di una professoressa nel bergamasco e delle due sentenze americane che hanno accusato i social di essere progettati per creare dipendenza e danneggiare la salute mentale di chi li usa, specie se minorenne.










