Genova – Due mesi per decidere se mettersi in gioco nella realizzazione del termovalorizzatore. Mentre sono poco rassicuranti indiscrezioni e notizie sulla situazione economico-finanziaria di Amiu. Con sindacalisti che denunciano ritardi importanti nei pagamenti dei fornitori e l’azienda che parla di «una fase di tensione finanziaria» ammettendo «un parziale allungamento dei tempi». A dettare i tempi di una decisione che dovrà essere presa da Comune e Amiu è la pubblicazione, avvenuta ieri, dell’avviso dell’Agenzia regionale ligure per i rifiuti per la presentazione di proposte di partenariato pubblico-privato per progettare, costruire e gestire un termovalorizzatore per smaltire i rifiuti liguri. Il 30 giugno scadrà, infatti, il termine per presentare le proposte fra le quali verrà scelta poi quella da mettere a base della gara vera e propria, prevista in autunno. Entro due mesi, quindi, Amiu dovrebbe decidere se partecipare o meno - in partnership con un soggetto industriale - a questa seconda fase della procedura. Anche se l’assessora comunale all’Ambiente, Silvia Pericu, non esclude che la decisione possa essere presa anche prima dell’ultima fase. «Valuteremo assieme ad Amiu - spiega - dopo aver esaminato i risultati dello studio che abbiamo commissionato a Ramboll e che attendiamo a fine mese». La consegna di questo studio, che dovrebbe indicare gli effetti sulla Tari dei vari scenari legati alla realizzazione o meno di varie tipologie di impianti, è già slittata più volte. «La Regione ha corretto il tiro rispetto all’impostazione iniziale, ha previsto una fase in più e, quindi, c’è più tempo per decidere - osserva Pericu - Amiu non ha le risorse per realizzare da sola l’impianto, si dovrebbe consociare ad altri, ma che lo faccia o meno entro giugno è ininfluente, perché questo non farebbe aumentare il punteggio di un’eventuale cordata». Intanto, sul bando arrivano le prime reazioni dal centrosinistra. «Appare chiaro che la giunta abbia deciso di cancellare la clausola che prevedeva l’assenso del sindaco. L’ennesimo schiaffo a chi rappresenta i cittadini», attaccano i consiglieri regionali del Pd, Davide Natale e Roberto Arboscello, mentre per i consiglieri di Avs, Selena Candia e Jan Casella, «l’inceneritore è scelta sbagliata per l’economia e dannosa per il territorio». Dal fronte sindacale di Amiu, intanto, c’è chi lancia l’allarme sullo stato di salute dell’azienda. «Ci risulta che, da diversi mesi, ci siano problemi di liquidità, con ritardi nei pagamenti ai fornitori. Secondo le ultime cifre che sono circolate, ci sarebbero pagamenti arretrati per circa 5 milioni di euro», denuncia Umberto Zane, segretario regionale del sindacato Fiadel. Il presidente di Amiu, Paolo Macchi, non indica alcuna cifra, ma dice che «negli ultimi mesi si è registrato un parziale allungamento dei tempi, riconducibile principalmente a dinamiche di natura finanziaria legate al disallineamento tra flussi di incasso e sostenimento dei costi operativi, nonché all’incremento di alcune componenti di costo industriale». «La situazione - assicura, però, - è costantemente monitorata e gestita attraverso strumenti di tesoreria e di ottimizzazione del capitale circolante. Sono inoltre in corso azioni mirate, finalizzate a una progressiva riduzione dei tempi di pagamento». Dall’azienda fanno sapere anche che ci sono «approfondimenti sui dati economico-finanziari, anche in vista della chiusura del bilancio. Eventuali scostamenti saranno oggetto di puntuale valutazione». Il che significa che il bilancio aziendale del 2025 potrebbe non chiudere in pareggio. Si tratta di vedere, però, a quanto ammonterà l’eventuale disavanzo, quali azioni dovranno essere messe in campo per recuperare e se queste incideranno eventualmente sulla Tari, visto che le tariffe per il saldo del 2026 dovrebbero essere decise fra giugno e luglio. «La situazione è monitorata e - assicurano da Amiu - si sta intervenendo per affrontarla e porvi rimedio, con l’obiettivo di garantire la continuità operativa e accompagnare l’azienda verso un progressivo riequilibrio». Intanto, il nuovo piano industriale è stato approvato a livello aziendale e inviato al Comune «per la formalizzazione». Ancora, da Amiu spiegano che il piano «è fortemente orientato al riequilibrio economico-finanziario dell’azienda» e «strettamente collegato alle scelte sull’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti», perché la definizione del quadro impiantistico «rappresenta un elemento determinante per consolidarne in via definitiva equilibri e prospettive operative».