“Amt ha un debito verso i fornitori di 100 milioni”. Il vice sindaco di Genova Alessandro Terrile gela la Sala Rossa, dove è in corso una commissione speciale sullo stato di crisi della azienda partecipata dei trasporti. “Una situazione drammatica che necessita di una soluzione a breve termine perché bisogna pagare gli stipendi, appunto i fornitori, e acquistare mezzi”.
E cosi, oltre a procedere alla ricapitalizzazione, “bisogna intervenire sugli abbonamenti gratuiti under 14 e under 70, lavorando a scaglioni sull’Isee, mentre sulle nuove tariffe ci lavoreremo e ne discuteremo presto con i sindacati”, aggiunge. Proprio la gratuità è stata il tallone d’Achille dell’azienda, che ha incassato diversi milioni rispetto a quello preventivato.
In Comune sugli spalti i lavoratori di Amt ascoltano in silenzio, ma la tensione c’è. “I lavoratori di Amt sono pronti a lottare per il salario”, avverte Edgardo Fano del sindacato Faisa. Andrea Gamba di Cgil aggiunge che “il servizio verrà rimodulato, 60 mezzi non sono a disposizione, non si può fare manutenzione e quindi ne va della sicurezza dei passeggeri”.
Proprio in queste settimane la sindaca Silvia Salis aveva lanciato l’allarme di un buco che varia dai 70 ai 100 milioni di euro, secondo le stime dei consulenti della società di revisione Price Water House & Coopers (oltre a un deficit patrimoniale di circa 90 milioni al 31 agosto 2025, il doppio rispetto a tutto il 2024), mentre il presidente Federico Berruti per congelare qualsiasi azione legale dei fornitori, ha annunciato la presentazione dell’istanza di composizione negoziata della crisi (uno strumento non fallimentare che consente di attuare diverse misure protettive per interrompere eventuali azioni dei creditori).






